RADIO LIBERTA’

Il 2012 si è chiuso nel segno del rock. Quale migliore regalo potevano farci i Fuoco Vivo che proporci il primo video estratto dal nuovo album “Dimensione Verticale”. Ed è davvero un pezzo vibrante questa “Radio libertà” che ha ispirato un video suggestivo girato interamente in Lucania come testimoniano le incantevoli spiagge di Maratea.

È un pezzo dedicato a un vero eroe del nostro tempo: Oscar Elìas Biscet, storico dissidente cubano rilasciato nel marzo del 2011 dopo 11 anni di durissima prigionia.
Medico cattolico nato all’Avana nel 1961, Biscet era finito dietro le sbarre già nel 1999 e nel 2003, condannato a 25 anni di reclusione con l’accusa di aver attentato alla sicurezza dello Stato. Il regime comunista cubano non gli ha mai perdonato la sua battaglia in favore della libertà del popolo cubano e della difesa della vita.

In prima linea contro l’aborto e l’eutanasia, Biscet nel 1997 ha istituito anche la fondazione Lawton per i diritti umani: una vera provocazione in uno Stato in cui è ammessa la clonazione umana cosiddetta “terapeutica” ed esiste l’aborto forzato per motivi di ricerca medica, per cui il tasso di abortività è circa 5 volte superiore a quello italiano. Un Paese in cui, anche grazie al flusso dei nostri connazionali, prospera il turismo sessuale (pure quello pedofilo) che è unica fonte di reddito per tanti cubani e cubane e causa un tasso elevatissimo di aborti tra le giovanissime.

Ma Biscet si è anche opposto alla pena di morte e alla tortura per i dissidenti. E si è battuto contro l’eutanasia, praticata su malati poveri considerati solo un peso economico. Soprannominato “negro olvidado” (il “negro dimenticato”) in questi anni ha conosciuto l’abisso di celle solitarie e sotterranee patendo gastriti croniche e ipertensione. Ma non si è mai arreso.

Ecco perché la sua liberazione non poteva che essere salutata con entusiasmo da una band come i Fuoco Vivo da sempre al fianco di chi è pronto a rischiare la propria vita per i propri amici. Il brano fa riferimento proprio al momento del suo rilascio («Oscar libero») ma evoca con espressioni toccanti gli anni della prigionia: «Parlare con la notte e stringere i pugni e piangere». Esaltando il coraggio e la speranza di un uomo pronto a «sfidare a mani nude chi calpesta senza scrupoli».

Uno che anche dopo la sua scarcerazione continua a lottare: «Quella cubana è una dittatura simile a quelle di Hitler e di Stalin. I fratelli Castro devono lasciare il potere». Queste sono state le sue prime parole da uomo “libero”. E nemmeno il rischio di nuove persecuzioni riesce a intimorirlo: «Non ho nessuna intenzione di andare in esilio. Il mio compito è quello di conquistare la libertà per il popolo cubano, affinché viva in pace e in prosperità. Il movimento oppositore cresce giorno dopo giorno e ottiene risultati, come la limitazione della pena di morte, degli aborti e alla possibilità di esprimere opinioni». E quest’anno ha perfino lanciato un proprio canale youtube: Revelando Cuba.

Proprio perché come cantano i Fuoco Vivo: «Tacere non si può». E nel nome di Biscet e di tutti coloro che non si arrendono alla speranza di un mondo più giusto auguro a tutti i lettori principeschi un nuovo grande anno di Fuoco!

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2 risposte a RADIO LIBERTA’

  1. Lorenzo Fontana ha detto:

    Complimenti! Siete davvero alternativi, e leggendo quanto da voi scritto ho respirato vera sete di libertà. don Lorenzo salesiano.

  2. antoniogiuliano ha detto:

    Grazie don Lorenzo, speriamo di vederci presto a un concerto dei Fuoco Vivo!😉

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